La cartomanzia è la pratica divinatoria più usata e i tarocchi sono lo strumento
più noto di questa pratica.
Non è certa la derivazione di queste carte anche se la
tradizione più diffusa vuole che siano stati portati in Europa dagli zingari e siano,
quindi, di origine indiana. Il primo mazzo pervenutoci risale al XIV secolo.
Il mazzo dei tarocchi contiene 78 carte suddivise in due parti: i 56 Arcani Minori, a loro volta divisi in quattro serie da 14 carte ciascuna (Spade, Bastoni, Coppe e Denari), e i 22 Arcani Maggiori, spesso attribuite alle lettere dell'alfabeto ebraico.
Numerose letture dei tarocchi prevedono l'uso di un significatore ovvero una carta
che rappresenta la persona che richiede il consulto.
Ogni persona è unica del suo genere
quindi anche se due persone si assomigliano fisicamente non necessariamente sono rappresentate
dalla stessa carta.
E' utile che le carte prendano l'energia di chi chiede il responso quindi
è pratica comune, quando si leggono le carte per un'altra persona, che questa mischi e tagli
le carte mentre tiene in mente la domanda specifica che vuole porre. Numerosi sono i metodi
di lettura usabili quindi non li analizzeremo tutti nello specifico.
Un metodo molto utilizzato è quello di pescare (o far pescare da colui che richiede
il responso per lo steso principio di prima) tre carte e di porla in riga.
La prima
(più a sinistra) rappresenta la situazione passata, quella in mezzo quella presente
e l'ultima la situazione futura. Questa lettura è utile per l'analisi di un problema
o di una situazione che prende diversi archi temporali.
